La radio
Rubriche
Multimedia
Cinema&Disabilità
Risvegli
- Details
- Category: Cinema
- Published on Friday, 30 December 2011 14:47
- Written by Giada
- Hits: 1157
Risvegli
Nel 1969 entra a far parte del Bainbridge Hospital, nel Bronx, il giovane dottor Malcolm Sayer, il quale, colpito dalle penose condizioni di un gruppo di malati cronici, considerati incurabili, scopre, dopo attento studio delle loro cartelle cliniche, che tutti hanno avuto, negli anni '20, un'encefalite letargica. Ridotti ad una vita vegetativa, senza poter parlare né comunicare in altro modo, i degenti vengono nutriti dal personale, in attesa della loro morte.
Ma il dottor Sayer, che è un ricercatore, dopo aver consultato il dottor Ingham, esperto in materia, osserva in loro alcune piccole reazioni, e si convince che sono "vivi dentro", perciò pensa di sperimentare sui post-encefalici un nuovo farmaco, "L-dopa", già usato con successo sui malati di Parkinson. Sayer si interessa particolarmente a Leonard Lowe, che, ammalatosi quand'era bambino, ha vissuto trenta anni in questo stato. Superati con difficoltà l'ostilità e lo scetticismo del suo capo, il dottor Kaufman, e avuto il consenso dell'anziana madre di Leonard, che lo assiste amorosamente, Sayer ottiene l'autorizzazione a provare l'"L-dopa" su Leonard, e, dopo aver tentato vari dosaggi, ottiene un risultato che appare prodigioso.
Infatti il paziente torna improvvisamente alla normalità: parla, cammina, scrive, e, con profondo disagio, guarda nello specchio il suo attuale volto di uomo maturo. Entusiasta del risultato ottenuto, Sayer vuole trattare ugualmente anche gli altri post-encefalici, e trova il molto denaro necessario per pagare la costosa cura con una spontanea elargizione degli infermieri del reparto e con una consistente donazione di ricchi benefattori. Il progetto può essere perciò attuato, e nell'estate del 1969 anche sugli altri ammalati i risultati sono eccezionali. Alcuni dei pazienti "risvegliati", però, soffrono di solitudine, avendo trovato la propria famiglia distrutta e il mondo tanto cambiato. Poiché tutti si annoiano, un giorno i "redivivi" vengono condotti in una sala da ballo, dove si divertono. Nel frattempo Leonard ha conosciuto una ragazza, Paula, che assiste in ospedale suo padre, e fra i due nasce un tenero sentimento, che desta la gelosia della madre di lui. Adesso egli diventa irrequieto, vorrebbe uscire solo e andare dove vuole, insomma essere libero, ma ottiene un rifiuto sia da un'apposita commissione sanitaria, che da Sayer, e s'innervosisce sempre più. Proprio allora si mostrano in lui i terribili effetti collaterali dell'L-dopa:
Leonard è tormentato da continui tic e da violenti tremiti, che lo scuotono penosamente, e non può neppure leggere. Egli incita gli altri pazienti alla ribellione, ma regredisce rapidamente e presto gli altri fanno altrettanto. Ora Leonard si blocca improvvisamente, e quando Paula viene a trovarlo, le dice coraggiosamente di non tornare più. Dopo quel 1969 i pazienti del gruppo, sempre amorosamente curati dal dottor Sayer, che soffre per l'insuccesso, avranno altri provvisori miglioramenti, ma nessuno paragonabile a quello dell'estate. Intanto il medico ha iniziato un legame sentimentale con Eleanor, la sua valida collaboratrice.
Il mio piede sinistro
- Details
- Category: Cinema
- Published on Friday, 30 December 2011 14:38
- Written by Giada
- Hits: 1225
Il mio piede sinistro
A Dublino nel 1932 Christy Brown, appena nato, è vittima di una paralisi che gli impedisce di parlare e di muoversi: i medici al riguardo esternano pessimistiche previsioni sulla possibilità di sopravvivenza di Christy che, malgrado questo handicap, viene ben accettato da tutta la numerosa ma povera famiglia, composta dal padre muratore, dalla madre casalinga e da dodici fratelli.
Con il trascorrere degli anni Christy sorprende i familiari per i suoi tentativi di comunicare con il piede sinistro, tramite il quale riesce a scrivere alcune parole e a dipingere. Il mio piede sinistro“Il mio piede sinistro” è innanzitutto un romanzo autobiografico, scritto dall’irlandese Christy Brown, nato con un handicap fisico quasi totale, ma ugualmente capace prima di dipingere, proprio attraverso l’arto citato nel titolo, poi di parlare, e infine di scrivere. E’ stato nel 1989 che il regista allora esordiente Jim Sheridan ne ha ricavato questo fortunato adattamento cinematografico, vincitore di due premi Oscar (miglior attore, Daniel Day-Lewis, e miglior attrice non protagonista, Brenda Fricker) e nominato in altre tre importanti categorie (film, regia e sceneggiatura).
Un’opera estremamente toccante, mai ricattatoria nei confronti dello spettatore, né tantomeno patetica, un pericolo sempre in vista davanti a questi argomenti. Il film difatti mette in scena con grande sobrietà l’esistenza di Christy, mostrandone sia le grandi sfortune, dovute al suo grave handicap, sia però le sue altrettanto grandi fortune, come l’aver avuto intorno una famiglia invidiabile per amorevolezza, guidata da una figura materna dotata di una eccezionale umanità. Di momenti strappalacrime durante la visione ce ne sono più di uno (la costruzione della stanza privata di Christy, o la scena della sua prima retribuzione), ma nessuno ha il gusto dell’artificioso, colpendo direttamente al cuore.
Sheridan è bravo a centellinare questo carico emozionale, accompagnandolo sapientemente sia con un pizzico di humor che con alcuni spunti di riflessione. Nel racconto di Christy c’è difatti spazio anche per parlare delle difficoltà derivanti dall’assenza di autonomia (guardare il piccolo Christy, costretto a rimanere dove viene posto di volta in volta), dell’impellente bisogno di ogni uomo di comunicare con chi gli sta attorno, dando così in qualche modo sfogo ai propri sentimenti, ed infine del brutto pregiudizio che mette i portatori di handicap in una condizione di inferiorità rispetto a chi li circonda.
Buona parte della riuscita del film va attribuita però agli interpreti: Daniel Day-Lewis dà una prova di attore maiuscola, frutto di una accurata preparazione (ha imparato a comportarsi come un cerebroleso grazie alla scuola di Gene Lambert, fotografo e pittore a sua volta paralizzato), ma bravissima è anche la Fricker, che dà vita ad una donna difficile da non amare. “Il mio piede sinistro” è una pellicola che riesce sicuramente ad emozionare lo spettatore, ed il messaggio edificante di cui si fa portatrice, ovvero come ogni ostacolo possa essere superato, ne è un ulteriore pregio.
Rain Man - L’uomo della pioggia
- Details
- Category: Cinema
- Published on Thursday, 08 September 2011 12:01
- Written by Giada
- Hits: 1071
Rain Man - L’uomo della pioggia
Charlie Babbit, un giovane commerciante di automobili di lusso, attualmente indebitato per speculazioni sbagliate, scopre, alla morte del padre, che l'unico erede del cospicuo patrimonio familiare è un istituto di rieducazione per disabili presso il quale è ricoverato Raymond, il suo sconosciuto fratello. Vagamente Charlie ricorda che quando era bambino viveva nella casa paterna uno strano personaggio che gli recitava le filastrocche: non si trattava, pertanto, di Rain Man, l'immaginario uomo della pioggia, ma di Raymond, più grande di lui di venti anni. Adirato per la mancata eredità, Charlie porta via Raymond dalla clinica con la speranza di diventarne legalmente il tutore e beneficiare indirettamente dell'ingente patrimonio. Durante il lungo viaggio intrapreso, poco a poco Charlie si affeziona a Raymond, un individuo tutto gesti meccanici e frasi ripetitive, privo di reazioni sul piano emotivo: perso ogni rancore nei suoi confronti, rinunciando ad ogni pretesa finanziaria, consente a Raymond di ritornare nella clinica.
Sweetie
- Details
- Category: Cinema
- Published on Friday, 30 December 2011 14:15
- Written by Giada
- Hits: 1065
Sweetie
Storia di ordinaria follia in una famiglia australiana del Nuovo Galles del Sud.
È tutta fuori di testa Sweetie (K. Colston), adolescente obesa un po' ritardata, di appetiti voraci e pulsioni elementari, ma per anormalità anche gli altri non scherzano, compresa sua sorella Kay (G. Lemon), sessuofoba dalle paure ossessive che la ospita. Il secondo film della neozelandese J. Campion (1955) - il primo per il cinema, stroncato o sottovalutato da 4 critici su 5 - colpisce per la qualità dello sguardo, la sensibilità dell'approccio, la scelta iperrealista di oggetti feticisticamente caricati di memorie, la capacità di rappresentare sentimenti deviati e idee confuse in immagini chiare e distinte che rimandano alla traslucida precisione di grandi fotografi americani come David Hockney.
Sgradevole con premeditazione, ma senza gratuite provocazioni cerebrali. La parte finale con la morte di Sweetie illumina a ritroso il senso del discorso.
Gaby: una storia vera
- Details
- Category: Cinema
- Published on Thursday, 08 September 2011 10:55
- Written by Giada
- Hits: 1017
Gaby: una storia vera
Nata in Messico da una coppia di ricchi ebrei, Gaby è venuta al mondo con un terribile handicap da paralisi cerebrale: non può parlare, né camminare, né muovere le mani; l'unico arto funzionante è un piede. I genitori, che pure l'amano teneramente, non riescono ad aiutarla veramente, e così pure l'infermiera, che l'assiste. Ma quando la bimba ha circa 3 anni, una modesta popolana, Florencia venuta a lavorare in casa con umili mansioni, riesce a farle comprendere come può comunicare con gli altri, muovendo il piede per rispondere sì o no alle domande che le vengono poste. La bambina è molto intelligente e capisce subito ciò che le viene suggerito; da quel momento comincia per lei una vita diversa. I genitori, trovato un così insperato aiuto, accettano subito Florencia come infermiera della piccola, e da quel momento le due creature saranno sempre unite. E la donna, infatti, che nutre, lava e veste Gaby, poi inizia a studiare insieme a lei; guida la sua carrozzella; l'accompagna e l'aiuta, durante le lezioni che la bambina frequenta nell'istituto per handicappati. Gaby usa una macchina da scrivere elettrica e batte i tasti con le dita del piede. In classe, finalmente, trova un amico, Fernando, anch'egli con paralisi cerebrale, ma colpito meno gravemente di lei. Oltre che un'amicizia, quando i due crescono, nasce fra loro un tenero e timido amore, alle cui espansioni impacciate Florencia assiste commossa e discreta. Dopo l’esame di ammissione alla scuola pubblica superiore, il legame con Fernando è finito e la ragazza è terribilmente sola anche se riesce a proseguire gli studi e oramai frequenta l'università. Durante una lezione, Gaby conosce un giovanotto simpatico e intelligcnte, Luis, che l'aiuta a far pubblicare qualche suo scritto ma quando la ragazza gli offre il suo amore, lui rifiuta un legame che non si sente di accettare. Gaby ha una crisi di profondo sconforto, durante la quale spacca col piede una vetrata e si ferisce. Superato l'abbattimento, Gaby diventa una celebre e ammirata scrittrice. Rimasta sola con Florencia, Gaby, insieme alla sua amica e infermiera, adotta una bambina riempiendo così la sua vita d’amore.
Trailer non disponibile

